L’introduzione delle AI Overviews di Google, ufficialmente lanciata a maggio 2024 e basata sul sistema di intelligenza artificiale Gemini, sta trasformando in profondità il modo in cui le persone accedono alle informazioni sul web. Questa funzione, integrata direttamente nei risultati di ricerca, offre riassunti immediati e sintetici in cima alla pagina, riducendo spesso la necessità di cliccare sui link e visitare le fonti originali.
A prima vista, la novità può sembrare soltanto un’evoluzione comoda e funzionale. Per molti utenti, avere una risposta già pronta — senza dover aprire più schede o scorrere siti — rappresenta un risparmio di tempo. Un’abitudine, tra l’altro, sempre più diffusa non solo tra adolescenti e studenti delle scuole superiori, ma anche tra universitari e professionisti che utilizzano l’IA per compiti e ricerche rapide.
L’impatto reale: meno traffico verso le fonti originali
Un’analisi condotta dal Pew Research Center a marzo 2025 su un campione di 900 adulti statunitensi ha evidenziato un dato allarmante: il 26% degli utenti si ferma dopo aver letto il riassunto AI, contro il 16% registrato con le ricerche tradizionali. La conseguenza diretta è una significativa riduzione del traffico verso le fonti primarie, ovvero quei siti che, fino a oggi, rappresentavano il punto di riferimento per ottenere informazioni verificate e dettagliate.
Storicamente, l’esperienza di ricerca su Google portava l’utente a selezionare un link in base alla pertinenza e alla credibilità della fonte. Per sapere quando terminano le vacanze scolastiche, era naturale visitare il sito del Ministero dell’Istruzione; per scadenze fiscali, quello del Comune. Ora, invece, la disponibilità immediata di un riassunto riduce la motivazione a verificare le informazioni direttamente alla fonte, privando l’utente della possibilità di valutare attendibilità, contesto e autorevolezza.
Da motore di ricerca a macchina delle risposte
Questo cambio di paradigma sta trasformando Google da strumento di scoperta a punto di arrivo dell’informazione. In altre parole, il motore di ricerca non è più solo un intermediario, ma il luogo in cui la consultazione si conclude, bypassando completamente siti istituzionali, testate giornalistiche e portali specializzati.
Una testata ha definito questa tendenza come un vero e proprio “morte del web vivo”. Altri osservatori parlano di “espropriazione digitale”, poiché i contenuti vengono estratti, sintetizzati e riproposti agli utenti senza generare traffico verso i creatori originali. Un fenomeno che, con oltre un miliardo di utenti che già utilizzano le AI Overviews, rischia di ridurre drasticamente la pluralità di voci e la diversità dei punti di vista.
Effetti sulla qualità e sulla diversità dell’informazione
I riassunti generati dall’IA, se da un lato offrono praticità, dall’altro compromettono il processo critico di valutazione delle fonti. La perdita di contatto diretto con il contenuto originale limita la possibilità di farsi un’idea autonoma e di accedere a prospettive alternative.
Questo è particolarmente grave per argomenti delicati, controversi o emergenti: una scoperta scientifica, un’analisi politica, un intervento culturale innovativo. Il valore della ricerca online è sempre stato anche nella possibilità di esplorare dibattiti, confrontare fonti e approfondire dettagli. Allo stesso modo, la cronaca locale o le decisioni amministrative traggono senso solo se consultate nella loro forma completa e contestualizzata.
Una trasformazione irreversibile?
C’è chi sostiene che il tempo in cui Google era un motore di ricerca, nel senso classico del termine, stia volgendo al termine. Se questa evoluzione dovesse consolidarsi, il colosso di Mountain View rischia di trasformarsi definitivamente in una “macchina delle risposte”. Una definizione che, per molti editori digitali, non è affatto una buona notizia: meno visite significa meno visibilità, minori entrate pubblicitarie e, sul lungo periodo, una possibile riduzione della qualità e varietà dei contenuti disponibili sul web.
Foto di Rajeshwar Bachu su Unsplash
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