Il Paradosso del Marketing
Nell’era della comunicazione globale, il marketing ha assunto un ruolo sempre più dominante nella costruzione delle percezioni e delle abitudini di consumo. Paolo Guenzi, docente alla SDA Bocconi e esperto di strategie commerciali, esplora questo fenomeno nel suo nuovo libro Il marketing dell’ignoranza, pubblicato da Egea. La sua analisi mette in luce un’inquietante verità: per vendere un prodotto, le aziende hanno progressivamente mitizzato e promosso i peggiori istinti del pubblico, trasformandoli in modelli di riferimento.
L’Esaltazione del Superfluo e la Perdita delle Priorità
Uno dei punti chiave affrontati da Guenzi riguarda la sovrapposizione del futile all’utile. L’attenzione del consumatore viene catturata da dettagli marginali, come una nuova funzione di uno smartphone che potrebbe non essere mai utilizzata, mentre si trascura l’importanza di scelte essenziali come la qualità del cibo. Questa dinamica, secondo l’autore, porta a una progressiva perdita della capacità collettiva di interrogarsi sulle reali priorità della vita.
L’Illusione dell’Esclusività
Un altro effetto collaterale del marketing moderno è la cosiddetta “massificazione dell’eccentricità”. Il consumatore viene illuso di appartenere a un mondo esclusivo, dove per emergere bisogna essere diversi e fuori dagli schemi. Questa narrazione alimenta la convinzione che la normalità sia sinonimo di insuccesso, relegando chi persegue un percorso di studio e crescita personale a un modello obsoleto e perdente. “È il successo dei senza qualità”, osserva Guenzi, evidenziando come il mercato premi spesso la stravaganza a scapito della competenza.
L’Impazienza Come Nuova Regola di Vita
L’”amazonizzazione” delle aspettative è un ulteriore tassello di questa trasformazione culturale. La richiesta di gratificazione immediata e la possibilità di ricevere tutto e subito hanno generato una società in cui la pazienza viene percepita come un limite piuttosto che una virtù. “Non nego i meriti di Amazon nel semplificare i processi aziendali – afferma Guenzi – ma per le persone la fretta non può diventare il codice dominante della loro esistenza”. L’autore evidenzia come gli algoritmi, suggerendo acquisti simili a quelli già effettuati, limitino la capacità di scelta e trasformino il consumatore in un soggetto passivo.
La Potenza dello Storytelling e la Scomparsa dei Fatti
Infine, Guenzi affronta il tema dello storytelling aziendale, ovvero la capacità delle aziende di creare narrazioni avvincenti per coinvolgere il pubblico. Se da un lato una buona storia può rafforzare l’identità di un brand, dall’altro rischia di oscurare la verità, alimentando un contesto in cui le fake news trovano terreno fertile. “Viviamo in una società profondamente ipocrita”, scrive Guenzi, “che invece di promuovere il progresso attraverso l’impegno e la meritocrazia, offre gloria effimera a soggetti mediocri per lavarsi la coscienza e mascherare l’assenza di reali condizioni di giustizia sociale”.
Il marketing dell’ignoranza non è solo un’analisi critica del presente, ma un monito per il futuro. Guenzi invita lettori e consumatori a sviluppare un pensiero critico e a non lasciarsi ingannare dalle dinamiche di mercato che esaltano l’apparenza a scapito della sostanza. La sfida sarà quella di recuperare una visione più autentica della realtà, in cui il valore di un prodotto o di un’idea non sia determinato solo dalla sua capacità di vendere, ma dalla sua reale utilità per la società.
Foto di Josh Withers su Unsplash